Intelligenza artificiale: il futuro anche del poker?

Padroneggiare le espressioni facciali, imparare a bluffare, riuscire a “leggere” l’avversario – il poker è un gioco non solo di fortuna ma anche di tecnica. Di fronte all’Intelligenza Artificiale però, anche i migliori giocatori possono trovare le loro strategie insufficienti. I ricercatori della Carnegie Mellon University e della University of Alberta di Edmonton hanno rivelato come l’intelligenza artificiale da loro creata sia stata in grado di raggiungere livelli tali da battere alcuni dei migliori giocatori umani nel poker.

Intelligenza artificiale e poker: l’esperimento

Nel 2017, in una competizione di 20 giorni presso il Rivers Casino di Pittsburgh, l’IA (Intelligenza Artificiale) di Libratus è stata in grado di sconfiggere quattro dei migliori giocatori di poker professionisti. Libratus ha battuto i giocatori individualmente ed è stato in grado di accumulare oltre 1,8 milioni di dollari in chips. Un altro esperimento è stato quello di DeepStack. I ricercatori l’hanno messo alla prova per 4 settimane contro 33 giocatori professionisti selezionati dalla International Federation of Poker. Dopo aver usato una formula per eliminare le situazioni in cui la fortuna, e non la strategia, ha permesso di raggiungere una vittoria, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di vincita finale di DeepStack era pari a quasi il triplo di quello che i giocatori di poker professionisti considerano un margine considerevole.

Il fattore determinante del poker, rispetto agli scacchi o alla dama, è l’utilizzo del bluff. Le decisioni infatti non si basano esclusivamente su previsioni di mosse future e decisioni sempre “razionali”, ma queste implicano anche riconoscere e comprendere tattiche come il bluff. Bluffare significa in poche parole far credere di avere un punteggio migliore di quello che si ha effettivamente in mano, non necessariamente utilizzando le parole, ma soprattutto il linguaggio del corpo. Il bluff sembrerebbe prerogativa del solo poker live, ma anche nel poker online è possibile attuarlo, ad esempio cambiando i tempi di reazione ad una puntata oppure cambiando sempre gioco nelle puntate non interessanti. Qualunque sia la tecnica, è possibile metterla in pratica ed allenarsi, ad esempio, utilizzando un bonus di benvenuto offerto da 888poker.

Differentemente dal poker, gli scacchi e la dama hanno in comune una cosa importante che consente all’intelligenza artificiale di batterli senza problemi: sono giochi di informazione perfetti. Ciò significa che entrambe le parti sanno esattamente su cosa sta lavorando l’altro, senza trucchi o bluff, appunto. Il Texas Hold’em è quindi estremamente diverso, a causa della natura casuale del gioco, delle due carte “nascoste” iniziali e dei giocatori che si basano sull’indovinare cosa potrebbe fare il loro avversario. A differenza degli scacchi o della dama, dove una strategia vincente può essere dedotta dallo stato della scacchiera e da tutte le potenziali mosse dell’avversario, il Texas Hold’em richiede ciò che comunemente viene chiamata intuizione.

Secondo i ricercatori, Libratus è stato in grado di sorpassare il gap scomponendo il poker in parti gestibili dal punto di vista computazionale e, sulla base del gioco degli avversari, correggere potenziali punti deboli nella sua strategia durante la competizione. Il programma ricalcola quindi continuamente i suoi algoritmi quando vengono acquisite nuove informazioni.

Intelligenza artificiale e poker: il futuro

Entrambi i sistemi di intelligenza artificiale sono già stati adattati per risolvere problemi più complessi del mondo reale, in settori come la sicurezza e le negoziazioni, ad esempio. I ricercatori sono anche interessati alle implicazioni commerciali della tecnologia. Ad esempio, un’intelligenza artificiale in grado di comprendere scenari di informazioni imperfette potrebbe aiutare a determinare quale sarebbe il prezzo di vendita finale di una casa per un acquirente prima di conoscere le altre offerte, consentendo a tale acquirente di pianificare meglio un mutuo.

Murray Campbell, ricercatore presso l’IBM di Armonk, a New York, afferma: “Mentre il poker è un passo più complesso dei perfetti giochi di informazione, c’è ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere quello che è il caos del mondo reale”.

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