Google vs Apple: capire la guerra degli smartphone

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Google ed Apple si affrontano nel mercato degli smartphone scontrandosi sul terreno delle vendite e da questo punto di vista Android ha vinto la guerra.

Questo è quello che si può capire ad uno sguardo superficiale, ma andando ad analizzare la situazione in dettaglio si comprende che le cose non sono così chiare e definite e la battaglia sugli smartphone include sfumature che non si possono ignorare e che sono fondamentali nella valutazione del risultato finale della guerra.

I due contendenti giocano su piani differenti, in cui il successo di uno non esclude quello dell’altro. Entrambi hanno molto successo, ma con diversi parametri e competenze e le sfide che affrontano sono serie e anche queste piuttosto differenti.

Google con Android domina la quota di mercato

A livello globale Android domina il mercato degli smartphone, con una percentuale che varia tra l’80 e l’85 per cento della quota di mercato diviso tra un numero enorme di produttori. L’iPhone, l’unico dispositivo su cui gira iOS, ha una percentuale della quota di mercato globale che varia tra il 10 e il 15 per cento.

Dalla presentazione nel 2007 l’iPhone ha perso sempre più quota in favore di Android che ha conquistato la più grande fetta del mercato degli smartphone.

Ma Apple continua a fare bene

Le cifre potrebbero suggerire che le vendite di iPhone sono misere in confronto a quelle di Android. Ma i fatti sono molto diversi. Nell’ultimo trimestre, terminato il 30 settembre, Apple ha venduto quasi 40 milioni di iPhone, più di quanto la maggior parte degli analisti aveva previsto, realizzando un nuovo record per tale trimestre, rispetto ai circa 34 milioni dell’anno scorso.

Tale cifra riflette solo le prime settimane di vendita dei nuovi iPhone 6, il CEO di Apple Tim Cook si è vantato alla fine di ottobre che i due iPhone 6 “sono diventati gli iPhone che hanno venduto più velocemente nella storia.”

Google vs Apple

Le due rivali non partecipano allo stesso gioco

È importante riconoscere che Apple e Google non sono concorrenti diretti nel mercato degli smartphone. Google non produce smartphone, nonostante il suo brevissimo acquisto di Motorola. Non paga licenze per il sistema operativo mobile – Android – e produce applicazioni per il suo sistema e per la Apple. I guadagni di Google derivano da Android e dalle applicazioni come dalla ricerca, raccogliendo dati utente e vendendo pubblicità utilizzando tali dati.

Al contrario, il sistema di Apple, iOS, è solo una componente dei propri prodotti hardware. Non viene venduto o concesso in licenza. E le applicazioni sono fatte in casa e non sono disponibili per altre piattaforme mobili. Invece, Apple fa i soldi sugli smartphone stessi, che sono una combinazione dei suoi servizi hardware, software e cloud.

Nella differenza di tale modello di business vi è la ragione per cui, per esempio, Google fa mappe migliori di Apple, ma Apple è in grado di raccogliere più fiducia da banche e commercianti per il suo ultimo prodotto Apple Pay.

I veri concorrenti di Apple sono i produttori degli smartphone Android, principalmente Samsung, che è l’unico ad aver trovato un maggiore e duraturo successo globale.

Ovviamente, senza Google e Android, Samsung e gli altri produttori di smartphone Android non sarebbero, probabilmente, stati concorrenti. Così il dominio di Android non è affatto irrilevante, solo che non è definitivo come sembra, in quanto è frammentato fra tanti produttori di hardware. E molti di questi produttori di hardware, se non la maggior parte, non sono visti da Apple come seri conpetitors.

Inoltre, Apple sceglie di giocare solo nella fascia alta del mercato degli smartphone, alcuni credono che questo finirà per essere la sua rovina, ma, per ora, significa che Apple ottiene un enorme quantità di profitti nel mercato degli smartphone a livello mondiale.

Finora, sembra che sia Google che Apple possano prosperare con diversi modelli. Google grazie alla distribuzione di massa, tra cui smartphone economici in paesi a basso reddito, a sostegno della sua raccolta dei dati e business pubblicitario. Apple può attrarre il cliente premium, un acquirente cosciente, non solo nei paesi sviluppati come gli Stati Uniti e il Giappone, ma anche tra le crescenti classi medie e superiori in paesi poveri in generale.

Ma entrambe le società e le loro piattaforme affrontano un’incombente minaccia.

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La vera minaccia per Apple.

Per Apple, la minaccia principale è che potrebbe arrivare il momento in cui la loro quota di mercato è così bassa da non interessare più agli sviluppatori di app che fermerebbero o rallenterebbero fortemente di creare nuove applicazioni per iOS.

In pratica quello che è successo ai Macintosh nel 1990, quando la loro quota di mercato era così bassa che i produttori di app hanno lasciato perdere il Mac e si sono concentrati solo su Windows.

Per ora questo non sta accadendo perché, in parte, la piattaforma di Apple è molto meno frammentata e molto più facile da sviluppare e in parte perché gli utenti Apple tendono a spendere di più per le applicazioni e per aggiornamenti in-app.

I dirigenti Apple insistono sul fatto che la quota di mercato non è – e non sarà – il loro obiettivo. Una soluzione per Apple potrebbe essere quella di fare un iPhone di fascia media, un modello solido, ricco di funzionalità con meno caratteristiche da vendere a un prezzo minore senza offuscare il marchio. La gente potrebbe stancarsi di pagare 730€ per uno smartphone ed Apple, apparentemente, non ha alcun piano B a cui far capo in caso questo accada, ad eccezione di vendere i vecchi modelli a prezzi inferiori.

Motorola sta avendo un discreto successo con questa strategia dei midrange e un produttore crescente di smartphone cinesi, Xiaomi , produce bellissimi smartphone (somigliano agli iPhone) per molto meno rispetto al prezzo normale di modelli premium di Apple e Samsung.

Ma il product manager Greg Joswiak, ha respinto tale idea dicendo che: “…forse è ingenuo, ma noi crediamo che se facciamo un prodotto migliore e con una migliore esperienza, ci sarà sempre un mercato sano per noi. E un mercato sano non significa che dobbiamo essere leader nelle vendite.”

E il pericolo fondamentale per Google.

La minaccia per Google è più sfaccettata. In primo luogo, il più grande produttore di hardware Android, Samsung, si trova ad affrontare una serie di difficoltà dovendo combattere contro Apple e una serie di produttori di smartphone cinesi economici. Questo è importante, perché la maggior parte degli altri fornitori Android non sono redditizi o non sono globali oppure hanno piccole quote di mercato.

La quota di mercato degli smartphone, a livello globale, di Samsung è scesa al 24,7% nel terzo trimestre dal 35% dell’anno precedente, secondo Strategy Analytics. I suoi profitti sono in calo e, per il 2014, si prevede sarà il peggiore degli ultimi tre anni. Samsung ha annunciato l’intenzione di ridurre il numero di modelli e di rivedere le sue strategie.

In secondo luogo, e forse più importante, Google deve affrontare il fatto che sempre più smartphone Android vengono distribuiti con la versione gratuita, open-source, del sistema operativo, dove manca la suite di applicazioni Google da cui la società trae i profitti. Secondo alcune stime, la quota di mercato di questi cosiddetti telefoni Android Aperti arrivano fino al 20%.

Google ha iniziato, dopo la presentazione al Google I/O di giugno, il programma chiamato Android One con cui i produttori realizzeranno smartphone al costo di 100 dollari destinati ai mercati emergenti che possono portare la suite di app di Google.

In conclusione si può capire che la competizione è molto più complessa dei semplici numeri derivanti dalle quote di mercato e che entrambe le piattaforme smartphone devono affrontare delle sfide.

Autore Shinobi SEO WEB
Shinobi SEO WEB

Appassionato di Videogiochi, Tecnologia e Intrattenimento. Ritiene che il sapere appartenga a tutti e debba essere condiviso liberamente.  Seguimi su Facebook, Twitter, Ludomedia, InstagramTwitch, Youtube e Mixer  

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