Google I/O 2013: tutte le novità e video integrale del keynote

Tante le novità svelate da Google durante il keynote del Google I/O 2013, iniziato ieri al Moscone Center di San Francisco, evento dedicato sopratutto agli sviluppatori e che avrà fine nella giornata di domani 17 maggio. Durante la conferenza trovano spazio novità che vanno  toccare dalle mappe di Google Maps fino al social network  Google+ per finire con il nuovo servizio Google Play Music All Access, che permetterà di ascoltare tutta la musica distribuita da Google.

Tra le altre, ma non per questo meno importanti, novità Google, come da indiscrezioni degli ultimi giorni, ha anche annunciato una versione personalizzata del Samsung Galaxy S4 Google Edition, che sarà distribuito fin dal prossimo mese e sarà arricchita di tutti i servizi dell’azienda di Mountain View e nuovi servizi per il motore di ricerca che saranno distribuiti in futuro. Presentato, infine, anche il Google Play for Education, un servizio che servirà alle istituzioni scolastiche per distribuire sui tablet dei propri studenti file audio. Scopriamo insieme, nei dettagli, tutte le novità appena annunciate, una per una e, proprio qui di seguito, l’intero video del keynote

Novità per gli sviluppatori

Il Google I/O 2013 si è aperto con la presenza sul palco del Moscone Center di Vic Gundotra (vice presidente dell’azienda di Mountain View), che ha dato il benvenuto a chi è intervenuto dal vivo all’evento ed ai milioni di utenti che l’hanno seguito in diretta streaming su YouTube. Dopo i ringraziamenti di sorta per gli sviluppatori, si va subito al sodo della conferenza, con l’intervento di Sundar Pichai (attuale leader della divisione Android che proprio qualche giorno fa ha rilasciato un’intervista a Wired anticipando alcune possibili tematiche che sarebbero state trattate durante l’evento).

Il nuovo numero uno del robottino verde Android e di Chrome, ha parlato di come è cambiato l’ambito del computing negli ultimi anni, con l’avvento di smartphone, tablet e tutte le tecnologie hardware legate al settore mobile. Ed è proprio a quel punto che è arrivato il primo riferimento a Google Glass, certamente uno tra i dispositivi più attesi dell’anno.

Sundar Pichai ha parlato, inoltre, di Android e Chrome, focalizzando l’attenzione sopratutto su come il sistema operativo del robottino verde è, ad oggi, il più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo, nonché sul successo del browser internet di casa GoogleChrome. Subito dopo l’intervento di Sundar Pichai, è salito sul palco Hugo Barra (vice presidente della divisione prodotti di Google), che ha raccontato alcuni numeri piuttosto interessanti, tra i quali i 48 miliardi di applicazioni scaricate e installate, dando poi il via ai vari annunci e novità.

Ha parlato del Google Play Services, che permetterà gli sviluppatori di poter sfruttare le API fornite da Google, con il colosso di Mountain View che si occuperà, nel frattempo, in prima persona del loro aggiornamento. Sono tre le nuove API svelate, nella fattispecie Fused Location Provider, utile per la geolocalizzaizone, ma permettendo un consumo minore di energia; Geofencing, utile a rilevare quando gli utenti entrano o escono da un’area specifica; e, infine, Activity Recognition, che, attraverso lo sfruttamento dell’accelerometro permette di riconoscere quando l’utente, ad esempio, si sposta a piedi, in auto, oppure in bicicletta.

Novità anche per quanto riguarda il Google+ Sign-In, lanciato di recente, con la possibilità di estendere tale funzionalità a tutti i propri dispositivi, in modalità cosiddetta cross-platform. Una tre le più importanti migliorie per gli utenti riguarda certamente la possibilità di poter sincronizzare le notifiche su dispositivi diversi. La dimostrazione effettuata in diretta sul palco del Moscone Center, ha messo in evidenza un grandissimo potenziale per questo tipo di tecnologia, poiché l’identificazione è automatica su una molteplicità di dispositivi rendendo più trasparente, veloce, comodo e sicuro il processo di login da device differenti.

Google Play Games

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Il business più redditizio per gli sviluppatori nel settore mobile è certamente rappresentato dalle applicazioni di giochi e, di questo, Google ne è certamente consapevole. Per questo il colosso di Mountain View vuole che il gaming su smartphone e tablet basati su piattaforma Android deve essere ancora più avvincente e, proprio per questo motivo, lancia il Google Play Game Services, una delle prime novità importanti annunciate al Google I/O 2013 da Hugo Barra.

Gli strumenti messi a disposizione degli sviluppatori per quanto riguarda l’ambito di gaming mobile si evolvono con l’introduzione di funzionalità come Cloud Save, che permetterà agli utenti videogiocatori di caricare i propri salvataggi su piattaforma cloud, sincronizzarli fra i diversi dispositivi posseduti e recuperarli in caso di smarrimento, furto o cancellazione dei dati.

A questa funzionalità si aggiungono poi gli Achievement, ovvero gli obiettivi ed i nuovi livelli da sbloccare al raggiungimento di un determinato punteggio o dopo aver completato una missione, cosa già vista negli ultimi anni sulle più blasonate consolle quali PlayStation 3 e Xbox 360. Ma le novità non finiscono qui ed ecco annunciata Leaderboards, funzione che permetterà di confrontare i propri risultati con quelli di altri giocatori, a livello mondiale, oppure arginando il campo alle cerchie del social network Google+.

Infine, Google non ha voluto deludere – o quantomeno ci ha provato, ndr – la miriade di utenti che da diverso tempo chiedono un supporto nativo al multiplayer, con un sistema di matchmaking più facile da integrare nei titoli. E’ lo stesso Hugo Barra che ha invitato i presenti sul palco per dimostrarne il funzionamento con il gioco di corse acquatiche Riptide GP2, ma a quanto pare qualcosa non ha funziona, ovvero i dispositivi non si sono connessi e, dopo un paio di inutili tentativi, il vicepresidente della divisione prodotti Android si è arreso. Ovviamente è stato tutto rimandato ai prossimi giorni, quando ci sarà tempo e modo per capire le reali potenzialità della nuova tecnologia proposta. Vedremo, quindi, nei prossimi giorni se e quali novità ci saranno a riguardo. Nel frattempo andiamo avanti con quelle che, ad oggi, sono concrete…

Google Play Music All Access

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E’ Chris Yerga (ingegnere capo di Google) che, salendo sul palco del Google I/O 2013, ha tolto i veli alle principali novità di Google Play. Di recente è stato rilasciato un restyling significativo per l’applicazione ufficiale dedicata a tutti i dispositivi basati su piattaforma Android, con schermate che mostrano contenuti in base ai gusti ed alle preferenze degli utenti utilizzatori.

Una delle novità principali riguardanti la piattaforma è il debutto della sezione chiamata “Designed for tablets“, che permetterà di raccogliere tutte le applicazioni e i giochi in un layout ottimizzato per i display più grandi, ovvero quelli dei tablet. Cambiamenti anche per quanto riguarda il menu di navigazione per la versione Web dello store che risulterà più intuitivo e permetterà in pochi click di passare da una qualsiasi delle sezioni ad un’altra.

Infine ha parlato del Google Play Music All Access, certamente tra le novità che in molti stavano aspettando, ovvero una piattaforma che permette di accedere a migliaia di brani con suggerimenti personalizzati a seconda delle preferenze dell’utente. Si tratterebbe di un vastissimo archivio di album e singoli da ascoltare in streaming, che entra in competizione diretta con servizi quali Spotify, Pandora, Deezer, e così via dicendo. Anche in questo caso, partendo da un singolo brano, è possibile generare intere radio e playlist da modificare a proprio piacimento, gestendo così in modo estremamente personalizzato la propria esperienza di ascolto musicale.

Il nuovo servizio Google Play Music All Access permetterà inoltre di unire la propria libreria musicale di brani, singoli e album, già acquistata o caricata su Google Music. con l’intero nuovo e ricchissimo catalogo messo a disposizione da Google. Il funzionamento è garantito sia su smartphone, sia su tablet, via Web.

Google Play Music All Access sembra poter essere l’esperienza musicale, secondo Google, che anticipa la rivale Apple e il suo futuro progetto di iRadio. Per quanto riguarda il costo per poter usufruire dei servizi previsti da Google Play Music All Access, bisognerà sborsare la cifra di 9,99 dollari al mese, o 7,99 dollari per chi sottoscriverà l’abbonamento entro giugno;  prezzo, quindi, che si mantiene in linea con quello della concorrenza. Per il momento si è parlato solo di dollari, dunque nessun cenno, o riferimento, durante la presentazione, dell’eventuale disponibilità internazionale del servizio, o dei tempi affinché questo venga distribuito nei vari Paesi del globo.

Google Play for Education

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A questo punto è nuovamente Sundar Pichai che è tornato sul palco del Moscone Center di San Francisco, per parlare della diffusione delle applicazioni di Google, soprattutto per quanto riguarda gli ambiti professionali e scolastici, lasciando poi il posto, nuovamente, a Chris Yerga che ha annunciato l’iniziativa Google Play for Education, ovvero una piattaforma che raggruppa le applicazioni dedicate ai più piccoli in età scolastica.

L’intento di Google Play for Education è quello di mettere tutte le potenzialità offerte dalla tecnologia moderna al servizio dell’apprendimento, coinvolgendo gli utenti in modo interattivo nel processo, sia gli alunni che gli insegnanti . Tra le funzionalità più interessanti è da citare la possibilità di installare un’applicazione sui tablet di tutti gli alunni con un solo tocco, oltre all’acquisto di più licenze in bundle. Il debutto di Google Play for Education è previsto per il prossimo autunno, con gli sviluppatori che potranno iniziare a sviluppare, produrre e proporre i propri software per l’approvazione già fin dall’estate.

Nel progetto Google Play for Education si inserisce alla perfezione anche la linea Chromebook, che grazie alla semplicità di utilizzo e al prezzo piuttosto economico di buona parte dei dispositivi ha permesso la distribuzione di una nuova tipologia di notebook nelle mani degli utenti. E proprio tutti coloro i quali sono presenti al Google I/O 2013 riceveranno un Chromebook in omaggio.

Nessun nuovo computer portatile, invece, come qualche indiscrezione avrebbe ipotizzato che fosse, così come nessuna novità per la piattaforma Chrome OS. Quindi non c’è e non ci sarà, quantomeno non nell’immediato futuro, alcuna fusione tra il sistema operativo Chrome OS e Android, anche se è abbastanza evidente l’intento del gruppo di Mountain View di rendere i due sistemi operativi, prima o poi e in qualche modo, complementari, capaci di lavorare in coppia per fornire agli utenti tutto ciò di cui hanno bisogno nell’ambito business, lavorativo, scolastico, per il tempo libero e lo svago.

Samsung Galaxy S4 Google Edition

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Per quanto dalle indiscrezioni degli ultimi giorni fosse chiaro, sono state deluse le aspettative di che avrebbe voluto un nuovo smartphone o tablet della linea Nexus, o il tanto chiacchierato Google smartwatch, sul palco del Google I/O 2013. Nessun nuovo smartphone, o tablet, o qualsivoglia orologio, almeno per il momento, ma una versione personalizzata del Samsung Galaxy S4, ovvero il cosiddetto Samsung Galaxy S4 Google Edition, animato dal sistema operativo del robottino verde nella versione Android 4.2.2 Jelly Bean.

Il Samsung Galaxy S4 Google Edition per quanto riguarda il comparto hardware sarà identico allo smartphone lanciato qualche settimane fa dall’azienda sudcoreana. Le differenze, piuttosto, saranno altre. La prima differenza significativa è sarà rappresentata dal fatto che lo smartphone in versione Google Edition verrà commercializzato direttamente dal colosso di Mountain View attraverso il proprio negozio on line, ovvero il Google Play Store. Il debutto, negli Stati Uniti, è previsto per il 26 giugno al prezzo di 649 dollari. Nessuna informazione è stata espressa in merito alla distribuzione negli altri Paesi del globo.

Altra importante e fondamentale differenza è la presenza del sistema operativo in versione stock, dunque senza alcuna interfaccia personalizzata TouchWiz, applicazioni o widget aggiuntivi e proprietari di Samsung. In poche parole, il Samsung Galaxy S4 Google Edition, permetterà la stessa esperienza d’uso a cui sono abituati i possessori di un prodotto Nexus. Certamente, molto importante è il fatto che lo smartphone riceverà gli aggiornamenti con priorità, ovvero non appena disponibili e direttamente da Google.

Questa edizione dello smartphone top di gamma dell’azienda sudcoreana è certamente una dimostrazione di come i rapporti tra Samsung e Google siano sempre più stretti, laddove è chiaro a tutti che Samsung è oggi il protagonista principale del business legato alla vendita di dispositivi basati sulla piattaforma Android e molte voci di corridoio hanno preannunciato una nuova partnership per i prossimi dispositivi Nexus. Altro motivo di questa partnership potrebbe risiedere nell’intento di risolvere il problema legato alla frammentazione, da sempre vero e proprio punto debole del sistema operativo Android. In questo caso il lavoro da fare è molto, ma questa mossa potrebbe certamente rappresentare un piccolo passo in avanti.

Google+

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E’ Vic Gundotra che è tornato sul palco del Google I/O 2013 per annunciare importanti novità per quanto riguarda il social network Google+. La prima novità riguarda un restyling per lo Stream, ovvero il flusso di notizie, post e aggiornamenti pubblicati dalle proprie cerchie. Il nuovo design abbandona lo stile flat, visto fino ad oggi, per dare spazio ad un layout multi-colonna.

Stream

Google+ cambia, dunque, l’interfaccia del proprio stream. Il design viene improntato su una struttura a più colonne, consentendo così una maggior quantità di contenuti. Tutti i contenuti, adesso, ordinati in modo dinamico, con animazioni che si attivano al passaggio del mouse ed ogni elemento è facilmente modificabile, consentendo così una personalizzazione completa della propria pagina. L’intento è chiaramente quello di aumentare il coinvolgimento degli utenti, aumentando, allo stesso tempo, la gradevolezza – anche visiva – del social network, in modo da intrattenere maggiormente l’utenza.  A questo si aggiunge una nuova tipologia di hashtag, in modo tale per cui non è più l’utente a scegliere dove mettere il “#”, ma il tutto viene eseguito in automatico dal sistema. Google+, quindi, è da oggi in grado di aggregare i contenuti in modo automatico scegliendo sotto quale hashtag inserire i contenuti caricati dal resto della community.

Hangout

Nelle modifiche effettuate al proprio social network Google+, altro intento di Google  è quello di abbattere la dicotomia amici/non-amici. Il mondo social che circonda gli utenti è fatto di cerchie di varia tipologia ed anche la piattaforma sulla quale si lavora non deve avere importanza, piuttosto l’esperienza d’uso deve essere basata esclusivamente sull’utente e sul modo in cui intende relazionarsi con l’esterno. Una volta messo a fuoco il modo di intendere il mondo di Google+, Gundotra ha spiegato come tutto questo sarà tradotto nel futuro degli Hangout.

Gli Hangout dovranno diventare un nuovo modo di comunicare e, proprio per questo, Google+ permetterà di gestire con più facilità contatti e discussioni, di modo che l’apertura e la gestione delle conversazioni possa risultare sia più veloce e, allo stesso tempo, più semplice, eliminando ogni attrito nell’avvicinamento delle persone. Anche le discussioni testuali sono riorganizzate, così che sia semplice tener traccia di chi ha visto cosa nel momento in cui si condividono emozioni con le persone che fanno parte delle proprie cerchie.

L’Hangout, nato come sistema per la videochiamata multipla, funzionerà immediatamente su ogni piattaforma facilitando, in tal modo, il raggruppamento dei contatti nelle videochiamate e consentendo un’esperienza di community anche in mobilità, in modo da poter arricchire quello che è l’attuale sistema di comunicazione social.

Foto

Da questo momento in poi la camera oscura degli utenti sarà in un datacenter e l’upload delle immagini potrà avvenire ora con un peso ed una dimensione superiori rispetto a concorrenti quali Twitter o Facebook, consentendo così un’esperienza fotografica di gran lunga migliore tanto in termini di storage, quanto in termini di condivisione e visualizzazione dell’immagine. Per permettere tutto questo il limite per gli upload delle immagini viene innalzato da 5 a 15 GB. Altra miglioria a riguardo del sociale network Google+ nell’ambito fotografico sta nel fatto che, nel disordine tipico che andrebbe a crearsi in uno spazio di storage su cloud, Google è in grado di aiutare l’utente a riorganizzare i propri scatti identificando i migliori. Il sistema sarebbe quindi in grado di escludere gli scatti tecnicamente scadenti, selezionare panorami e primi piani, valutare l’estetica e misurare l’affinità con il contenuto fotografato e, sulla base di questi parametri, sarebbe quindi capace di effettuare una selezione precisa degli scatti che possono trovarsi a genio con i gusti degli utenti, mettendoli in primo piano in modo da facilitarne il reperimento e la visualizzazione. Ma le novità, sempre a riguardo dell’ambito fotografico, vanno oltre lo storage delle immagini e, infatti, la gestione delle fotografie sarà dotata anche di avanzati strumenti di post-produzione. Ad esempio la tecnologia Auto-enhance permetterà di migliorare facilmente gli scatti valutando precisi parametri di luminosità, rumore, colore e molto altro ancora, consentendo un bilanciamento perfetto senza che l’utente debba intervenire con complessi controlli manuali, o con programmi al di fuori del social network Google+. Così facendo diviene possibile una gestione delle immagini in modo tale da rendere più piacevole la visualizzazione della propria galleria.

Vivi, impara, ama

Live, Learn, Love. E’ su questi verbi che Vic Gundotra  pone la base del senso di Google+. Le novità inserite nel social network intendono dar vita ad una esperienza più profonda, più emotiva, nella quale l’utenza può riconoscersi e immergersi con maggior piacere. Facebook, del resto, ha monopolizzato il mondo social digitale, portando a sé una community da un miliardo di utenti, ma Google+, oggi, ha altro da offrire, ovvero nuovi strumenti, partendo dalle fotografie, che permetteranno di dare un valore aggiunto proprio a quel plus del social network Google+, stimolandone così la crescita e l’affermazione dell’utente e della propria peculiare individualità, identità e unicità.

Motore di ricerca e Google Now

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Amit Singhal (ingegnere dell’azienda di Mountain View) ha preso la parola sul palco del Google I/O 2013, debutta con una frase alquanto provocatoria: “the and of search as we know it” (che tradotta significa: la fine della ricerca come la conosciamo). Per quanto la frase possa essere risultata provocatoria è certamente l’introduzione perfetta per annunciare importanti novità a riguardo del motore di ricerca più utilizzato al mondo: Google. Ha parlato, innanzitutto, di Knowledge Graph, che si evolve per anticipare le domande degli utenti. Ad esempio, chiedendo quanti abitanti ci sono in Australia, la nuova tecnologia di Google, prevede che il quesito successivo può riguardare un confronto con la popolazione di India o Stati Uniti. Inoltre, a partire da oggi, il sistema di ricerca supporta quattro nuove lingue, ovvero polacco, turco, cinese semplificato e cinese tradizionale. Piena integrazione anche con il Calendario, per ricevere informazioni su voli, appuntamenti e vacanze direttamente nelle SERP.

L’argomento successivo, trattato da Amit Singhal, ha riguardato le ricerche vocali per Chrome, sia su dispositivi mobile, sia su computer desktop o portatili. La novità punta dunque tutto sulle capacità del browser di interpretare la voce degli utenti. Non ci sarà più bisogno nemmeno di premere l’icona a forma di microfono, basterà iniziare la ricerca pronunciando le paroline magiche: “Ok Google”. Durante la dimostrazione sul palco, effettuata da Johanna Wright (vice presidente della società) il software ha mostrato le attività da poter svolgere a Santa Cruz semplicemente pronunciando le parole: “Ok Google, fammi vedere cosa si può fare a Santa Cruz“. Tutto questo funziona anche per ottenere indicazioni stradali, informazioni su ristoranti, alberghi e altri luoghi d’interesse.

Google ha inoltre annunciato schede inedite per l’assistente Google Now, disponibile su Android e da qualche settimana sul sistema operativo iOS. Queste nuove schede riguardano musica, libri, serie TV, videogiochi, trasporti pubblici e promemoria. La tecnologia sarà in grado di fornire informazioni all’utente basandosi sulle ricerche effettuate in precedenza, ad esempio, al raggiungimento di una determinata località, tramite geolocalizzazione, inviare email senza nemmeno bisogno di toccare lo schermo, prendere appunti e fissare appuntamenti.

Google Maps

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Come anticipato ad inizio articolo, anche Google Maps è stato protagonista al Google I/O 2013 di San Francisco. Ad annunciare cosa cambierà per quanto riguarda il servizio di mappe del territorio è stato Brian McClendon (responsabile della divisione sviluppo di Google Maps) che, appena salito sul palco, ha ripercorso la storia della piattaforma, dagli inizi fino ad oggi. La novità più importante riguarda, innanzitutto, un importante restyling dell’interfaccia, anticipato dal motto è: “Map is the UI“.

La mappa, adesso, viene visualizzata in modalità fullscreen, ovvero a tutto schermo, con un box di ricerca posizionato nell’angolo superiore sinistro. Digitando del testo è possibile cercare sia una località che qualsiasi attività commerciale nei dintorni, con i risultati mostrati in tempo reale. Vengono inoltre segnalati i luoghi già visitati e quelli consigliati in base ai propri gusti personali. Cambiano leggermente i colori che, a primo acchito, sembrano più saturi rispetto al passato. Per ottenere le indicazioni stradali, adesso, basta un click sull’icona Home, che identifica la posizione attuale dell’utente. A tutto questo si aggiunge la possibilità di confrontare il tempo di percorrenza necessario in auto, a piedi, in bici, in treno o con altri mezzi pubblici, per poter ponderare il modo migliore per raggiungere una data località, o coprire una determinata distanza.

Finalmente connubio  avvenuto con Google Earth, che permette di visualizzare le riproduzioni 3D delle città direttamente nel browser, senza la necessità di installare altri software o plugin. Dopo aver eseguito lo zoom su una località, una barra posizionata nella parte bassa dello schermo, ci permette di passare velocemente da un monumento all’altro, scorrendo tra i diversi punti d’interesse di una stessa location. Supporto garantito anche per quanto riguarda gli scatti panoramici con la funzione Photo Sphere, realizzati con smartphone Android. Oltre a questo, allontanandosi dal suolo è possibile vedere l’orizzonte tondeggiante del pianeta, con il cielo coperto da nuvole, renderizzate in modo alquanto realistico e, addirittura, la posizione del sole rispetto alla Terra. Tutte queste novità saranno disponibili fin dalle prossime ore.

Ad un certo punto a salire sul palco del Google I/O 2013 è Daniel Graf (direttore della divisione Google Maps) che non si risparmia nel prendere di mira la rivale Apple ed il suo criticatissimo servizio Mappe, definendo la versione di Google Maps per iOS particolarmente curata in confronto a quanto visto nel software dell’azienda di Cupertino. Il direttore della piattaforma Google Maps offre, inoltre, un’anteprima di come sarà il servizio di mappe su smartphone e tablet, sia per quanto riguarda dispositivi basati su sistema operativo Android, sia iOS, mostrando la semplicità nell’eseguire ricerche e nel consultare le recensioni lasciate dagli altri utenti o da fonti autorevoli come, ad esempio, Zagat. Piena integrazione con Offers, per visualizzare le promozioni nei dintorni; supporto allo swipe, per scorrere tra i risultati di una ricerca; segnalazioni in tempo reale per gli incidenti e, infine, nuova funzionalità Explore per i tablet, che permette di trovare ristoranti, musei, cinema e così via dicendo, nei dintorni, con dettagli e orari. Google non ha divulgato quando le nuove mappe saranno aperte a tutti, ma è possibile chiedere un invito per accedere alla nuova versione dalla pagina: www.http://www.google.com/maps/about/explore/

Conclusioni

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In chiusura del keynote, durato ben tre ore, del Google I/O 2013 è apparso sul palco – niente-poco-di-meno-che, ladies and gentlemen tenevi forti… rullo di tamburi… – Larry Page – eh si, proprio lui! –  nonostante i suoi problemi alle corde vocali, il CEO di Google non ha voluto mancare l’appuntamento, dove ha raccontato il suo primo contatto con la tecnologia ed i motivi che lo hanno spinto ad impegnarsi per dar vita a quella che è, ad oggi, una delle realtà più importanti e attive dell’intero pianeta. Al termine del keynote, il leader di Google, non si è risparmiato di rispondere ad alcune domande dei presenti in sala.

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