Sviluppo applicazioni android: alcuni trucchi per scrivere app più efficienti.

DI Omigrade.it

La via migliore e più sicura per un flop sul google play, lo store android dal quale scaricare le app per questo sistema operativo, è quello di rilasciare un prodotto che ha un’interfaccia lenta e un consumo di memoria e  batteria eccessivi.

Il risultato che si ottiene è, nella migliore delle ipotesi, una serie di cattive recensioni e una conseguente pessima reputazione di sviluppatore.

È quindi evidente come sia necessario sviluppare applicazioni ben ottimizzate. Per questo motivo riportiamo alcuni trucchi per minimizzare il tempo di esecuzione ottenendo un prodotto amato dagli utenti Android.

Batteria: ottimizzazione e gestione del consumo.

Le principali minacce alla vita della batteria sono riconducibili a tre grandi temi:

– Parsing dei dati testuali o delle espressioni regolari senza il just in time.

– Continue attivazioni per verificare la presenza di update

– Trasferimento dei dati attraverso EDGE o 3G.

Ottimizzazione dei problemi di rete

  1. Fare in modo che l’app salti le operazioni se non c’è la connessione; procedere agli aggiornamenti solo in presenza di 3G o WiFi.
  2. Scegliere formati di dati compattati
  3. Utilizzare parser efficienti. (stream parser possono venire in aiuto).
  4. Quando possibile, utilizzare librerie GZIP per i dati testuali al fine di ottimizzare l’utilizzo della CPU.

Ottimizzazione delle app che lavorano in primo piano.

  1. Lavorare sui wakelocs, che svegliano il cellulare dal suo stato di stand by. Occorre monitorare in particolar modo le due classi principali di wakelocs i kernel e i partial wakelocs. In particolare questi ultimi che sono dovuti esclusivamente al software e al modo in cui è scritto.
  2. Utilizzare timeout specifici per ovviare ai consumi eccessivi dovuti a bug non scoperti.
  3. Attivare il keepScreenOn.
  4. Riciclare gli oggetti java manualmente, come ausilio alla grbage.
  5. Utilizzare strategie di riciclo in ListView.
  6. Preferire quando possibile la localizzazione basata sulla rete piuttosto che il GPS. (si passa tranquillamente da un consumo di 1mAh per il GPS a 0.1mAh per la rete).
  7. Accertarsi di annullare la registrazione una volta che è stata aggiornata la posizione GPS.
  8. Anziché fare calcoli in virgola mobile, utilizzare alternative per manipolare dati geografici.

Ottimizzazione delle app che lavorano in background

  1. Poiché ciascun processo richiede almeno 2MB e deve essere ricaricato quando le app in primo piano necessitano di memoria, assicurarsi di invocare processi short-lived.
  2. Mantenere il consumo di memoria basso.
  3. progettare app che si updatano ogni 30 minuti ma solo nel caso in cui il device sia già attivo.
  4. Controllare lo stato corrente della batteria e della rete prima di lanciare un update completa. Attendere nel caso condizioni migliori.
  5. Fornire agli utenti opzioni che consentano di gestire l’utilizzo della batteria. Ad esempio la possibilità di gestirsi gli intervalli di update e il comportamento in background.

Anche se le indicazioni di cui sopra non sono sicuramente complete, queste nascono dall’esperienza di Omigrade nello sviluppo di applicazioni android per i principali device sul mercato. Quanto riportato potrebbe sembrare poco in termini di soluzioni ma a nostro avviso è un buon spunto da cui partire nella quotidiana codifica del software per dispositivi mobili.

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