Carat: un’applicazione per aumentare l’autonomia di smartphone e tablet

Uno dei più importanti limiti del settore mobile è sicuramente la batteria dei dispositivi le cui caratteristiche non aumentano di pari passo con l’innovazione che, invece, coinvolge altri componenti e che spesso richiede un maggiore quantitativo di energia riducendo, in questo modo, l’autonomia dei terminali. Una soluzione in grado di aiutare gli utenti da tale punti di vista giunge dall’Università di Berkeley, dove un team di ricercatori ha sviluppato un’applicazione per utenti Android il cui obiettivo è proprio quello di fornire una serie di suggerimenti utili ad incrementare l’autonomia energetica di smartphone e tablet. L’applicazione prende il nome di Carat: scopriamone insieme i dettagli.

Grazie a Carat, disponibile gratuitamente in Google Play, è possibile avviare una prima scansione globale del terminale e della batteria per far sì che l’applicazione rilevi tutte le informazioni necessarie al suo funzionamento. Una volta aperta ed effettuata la scansione essa è in grado di mostrare agli utenti i benefici derivanti da alcune operazioni quali l’aggiornamento del sistema operativo oppure la chiusura di un’applicazione e quant’altro e, per ognuno di questi suggerimenti, viene fornita una stima matematica di quanto può aumentare l’autonomia energetica del dispositivo, grazie ad alcuni calcoli basati anche sui dati raccolti in maniera anonima da altri utenti.

I primi test effettuati con Carat sono stati parecchio soddisfacenti ed hanno messo in risalto come la chiusura di un’applicazione, piuttosto che un’altra, possa rappresentare un’importante fonte di miglioramenti a riguardo del sovraccarico del lavoro del processore e dunque della durata dell’autonomia per un dispositivo elettronico. Tutto questo pro probabilmente anche a causa di errori nella programmazione di quelle applicazioni etichettate come particolarmente bisognose di energia. Carat, quindi, potrebbe rivelarsi uno strumento utile non solo agli utenti finali utilizzatori diretti dei dispositivi, ma anche agli sviluppatori sia dei terminali che delle applicazioni per questi ultimi.

Autore

Nessun commento

Lascia un commento